Katja Fusek - Der Drachenbaum

di Margherita Codurelli – 28/09/2019

fusek

Nei mesi scorsi vi ho presentato Novemberfäden (2002), romanzo d’esordio di Katja Fusek, scrittrice di origini ceche ma residente a Basilea dall’età di dieci anni. In quell’occasione erano già emersi alcuni tratti caratteristici della letteratura di Katja Fusek, tra cui la coesistenza di due lingue e culture, il ruolo dei ricordi e l’approccio autobiografico alla realtà. 

E’ ora la volta di parlarvi della seconda pubblicazione dell’autrice, uscita a tre anni di distanza dal primo romanzo. Der Drachenbaum (2005) è una raccolta di sedici racconti che, nello stile chiaro, immediato ma al tempo stesso profondo che contraddistingue la prosa di Katja Fusek, affrontano da altrettanti punti di vista un tema centrale per l’autrice quale l’isolamento dell’io, la difficoltà di stabilire legami e rapporti umani. Ogni testo ruota attorno ad un’immagine, che si fa espressione di un sentimento, un vissuto, uno stato d’animo peculiare. E’ così che nel racconto di apertura, “Wurzelsteine”, i sassolini di diverse forme e colori raccolti dalla piccola Elisabeth raffigurano il desiderio di riallacciare un legame con la propria famiglia e le proprie origini, mentre in “Der Duft der Comte de Chambord” un oggetto in apparenza semplice quale una tovaglia decorata con una rosa ricamata diviene emblema del tentativo di riconciliazione di due sorelle. In “Euphorbia”, infine, è il cactus che la protagonista riceve dall’amato al momento della partenza a fungere da oggetto del ricordo. Un distacco doloroso, percepito come un addio.

Attraverso l’immediatezza propria del racconto, Der Drachenbaum sviluppa una riflessione sul fallimento del desiderio di incontro, di contatto e dialogo che spinge di continuo l’io ad evadere da quella solitudine esistenziale che è cifra caratteristica dell’umano.

Katja Fusek

Der Drachenbaum. Erzählungen

OSL Verlag, Basel/Riehen 2005, pp. 185